|
Lo spettacolo è una
libera rivisitazione dell’omonino romanzo di Jules Verne, pubblicato la prima
volta nel 1872, ispirato probabilmente all’impresa di Georges Train che nel 1870
circumnavigò il mondo in un tempo eccezionalmente veloce.
Il tema centrale dello spettacolo è per l’appunto il modo in cui l’uomo si
misura con il tempo e lo spazio.
Sappiamo infatti che tra adulti e bambini esiste una grande differenza di
percezione e rappresentazione del tempo. In questi differenti mondi è possibile
rintracciare valori essenziali per la vita che spesso il mondo fantastico dei
bambini conserva più efficacemente.
Il tempo del viaggio intorno al mondo, come precisamente descritto dal titolo
(80 giorni), diviene nello spettacolo un’opportunità per esplorare le molteplici
rappresentazioni del tempo: un tempo cronologico o convenzionale, che regola i
rapporti tra gli individui, il commercio, gli affari, definito a livello
mondiale proprio negli anni in cui Verne scriveva il testo, dall’istituzione dei
fusi orari; un tempo individuale, interiore e sospeso, fuori dalle convenzioni,
fatto di fantasia e di infinite possibilità di scampare ai pericoli e alle
difficoltà della vita, nelle metafore offerte dalle difficoltà del viaggio
incontrate dal protagonista Phileas Fog e dal suo maggiordomo Passepartout; un
tempo proiettato nel futuro, come ambito di realizzazione delle aspirazioni
esattamente come la scommessa che determina drammaturgia l’intera storia.
Improvvisazioni attoriali e giochi scenografici completano il livello di
comunicazioni con il pubblico.
|